Mini-lifting: il nuovo approccio mininvasivo

26Il tempo passa e lascia i suoi ‘segni’. Con l’avanzare degli anni il viso tende a scendere sia per la forza di gravità ma soprattutto perché le ossa diventano più sottili. Il lifting è diventata una pratica all’ordine del giorno non più solo per le star. Dagli Usa arriva una grande rivoluzione in merito: il mini-lifting.

Ideato da Sam Hamra di Dallas e perfezionato da colleghi di tutto il mondo, il mini-lifting è stato messo in atto anche in Italia dal chirurgo plastico Daniele Spirito di Roma, docente alla Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Milano.

I risultati sono entusiasmanti e la procedura è meno invasiva rispetto a quella di un lifting classico.

L’operazione è eseguita con anestesia locale. Viene effettua una piccola incisione solo davanti all’orecchio e si procede a uno scollamento di 5-6 cm nel sottocute (a differenza del lifting classico la cui incisione arriva fin dietro l’orecchio con uno scollamento della pelle fino a metà mento). Da qui si fa ingresso nei piani profondi e si riposizionano i tessuti in verticale. Si aggancia il ‘composto’ di tessuto sottocutaneo, fasce e muscoli, e si tira in maniera compatta verso l’alto. L’eccesso di pelle viene rimosso, infine si sutura. L’intervento dura appena un’ora.

Il Dott. Daniele Spirito dichiara: “I risultati sono davvero rivoluzionari. La procedura è meno invasiva rispetto a quella di un lifting classico, ma la durata è la stessa, se non maggiore. Inoltre l’esposizione dei tessuti è minore: quindi meno punti, meno coagulazione, meno rischi di complicanze. Una tecnica talmente vantaggiosa per il paziente – conclude – che potrebbe sostituire in via definitiva il lifting tradizionale completo“.