Nivolumab: nuova, efficace terapia per i tumori testa-collo

NivolumabOgni anno in Italia circa si scoprono 25.000 nuovi casi di tumore testa e collo (compresi quelli della tiroide); questi tumori in Italia sono al quinto posto in ordine di frequenza. Nella maggioranza dei casi (oltre il 90%) si tratta di carcinomi a cellule squamose che si sviluppano dagli epiteli che rivestono le mucose di bocca, lingua, gengive, faringe, la laringe, naso, seni paranasali e ghiandole salivari. L’organo che viene colpito più frequentemente è la laringe, seguito da cavo orale e faringe.

L’uso del tabacco (sigarette, sigari, pipa, tabacco da masticare, tabacco da fiuto) rappresenta il maggiore e più importante fattore di rischio. Si calcola, infatti, che l’85% dei casi di tumori di questo tipo siano correlati al tabacco. L’assunzione frequente di elevate quantità di alcool segue il fumo per importanza. Da solo sembra aumentare di 5-11 volte il rischio. Per indagare l’efficacia delle nuove terapie nei confronti dei tumori di testa e collo, è stato disegnato lo studio CheckMate-141 un trial randomizzato, in aperto, che ha arruolato 361 pazienti con un carcinoma a cellule squamose della testa e del collo in progressione dopo una terapia a base di platino. Tutti i partecipanti avevano un performance status ECOG non superiore a 1 e un carcinoma a cellule squamose del cavo orale, della faringe o della laringe in stadio III/IV che non poteva essere trattato con intento curativo. Sono stati esclusi, invece, i soggetti con metastasi cerebrali o leptomeningee attive.

I pazienti sono stati assegnati in rapporto 2:1 al trattamento con nivolumab 3 mg/kg ogni 2 settimane o cetuximab o metotressato o docetaxel, a scelta dello sperimentatore. Cetuximab è stato somministrato la prima volta alla dose di 400 mg/m2 e poi alla dose di 250 mg/m2 a settimana, metotressato alla dose di 40 o 60 mg/m2 ogni settimana e docetaxel a un dosaggio pari a 30 o 40 mg/m2 ogni settimana. Lo studio è partito nel maggio 2014 e avrebbe dovuto concludersi nell’ottobre 2016 ma è stato interrotto prima del previsto dopo che un comitato di monitoraggio indipendente ha stabilito che nivolumab ha prolungato l’OS, che era l’endpoint primario dello studio, rispetto alla scelta dello sperimentatore, rappresentata da cetuximab, metotressato o docetaxel.

Nivolumab è stato approvato da FDA nel dicembre 2014 per il trattamento dei pazienti con melanoma e successivamente ha avuto il via libera anche come agente singolo e in combinazione con ipilimumab per i pazienti con melanoma avanzato, a prescindere dallo stato del gene BRAF. Inoltre, è stato approvato in monoterapia per i pazienti con cancro al polmone non a piccole cellule NSCLC, già trattati, indipendentemente dall’istologia del tumore, e per i pazienti con un carcinoma renale avanzato già trattati con un anti-VEGF.