Oggi è la giornata mondiale dell’epilessia: facciamo chiarezza

head-607479_1920Oggi si celebra la giornata mondiale dell’epilessia.

L’epilessia è una malattia antica: già nel V secolo A.C. troviamo prove della sua esistenza. Era considerata una malattia sacra, dove le convulsioni erano considerate sia attacchi di demoni, sia messaggi da parte degli dei. Solo andando avanti con gli anni, e con la ricerca medica si è riuscito a comprendere la vera origine della patologia.

Oggi nel mondo circa 65 milioni di persone soffrono di attacchi epilettici più o meno gravi, di queste 500.000 si trovano in Italia. Il sintomo principale sono appunto le convulsioni, che possono compromettere momentaneamente le condizioni motorie del paziente, in alcuni casi facendolo addirittura cadere. Se questo sintomo si ripete più volte a distanza di oltre 24 ore uno dall’altro, allora si può parlare di epilessia.

L’epilessia non ha età, ma la maggior parte delle diagnosi viene effettuata nei bambini. La diagnosi può essere effettuata solo attraverso esami specifici. Per contrastare questa patologia, al momento, si ricorre all’uso di farmaci anti-epilettici, che vanno assunti per tutta la vita. In casi estremi, dove i farmaci non hanno alcun effetto, si ricorre ad un intervento chirurgico, localizzato nell’ippocampo, per ridurre o eliminare totalmente le crisi. Un altro metodo sviluppatosi recentemente è la neurostimolazione: il nervo vago, che regola le funzioni gastriche, viene sollecitato attraverso piccole scariche elettriche.