Da oggi è possibile “biostampare” i neuroni

Sulla rivista internazionale Journal of Clinical Medicine è stato pubblicato uno studio nato dalla collaborazione tra l’università romana La Sapienza e l’Istituto Italiano di Tecnologia che ha permesso di generare modelli 3D di tessuto nervoso a partire da cellule staminali umane.

Grazie all’utilizzo di inchiostro biologico, i ricercatori sono riusciti ad assemblare modelli 3D di diversi tessuti biologici.

Questo processo, detto di bio-printing, rappresenta un passo fondamentale soprattutto in ambito neurologico. I ricercatori sono infatti riusciti a sviluppare un nuovo costrutto neuronale funzionale 3D, generato utilizzando una stampante biologica (3D bioprinter) a base microfluidica e i neuroni corticali umani derivati da cellule staminali pluripotenti indotte (cellule iPS).

L’innovativo progetto permette inoltre di ottenere rilevanti informazioni sui meccanismi alla base dello sviluppo fisiologico e delle patologie del sistema nervoso centrale. Su questa tecnologia il team di ricerca ha iniziato un percorso di trasferimento tecnologico sostenuto dall’IIT, che prende il nome di HoMoLoG e si propone di produrre mini-organi stampati in 3D, al fine di migliorare lo studio e il trattamento di un’ampia gamma di malattie.

Il progetto di startup HoMoLoG ha già avuto alcuni riconoscimenti a livello locale e nazionale partecipando al Premio Nazionale Innovazione nel 2018 ed è al momento in contatto con diversi investitori e aziende attive nel settore della ricerca biomedicale.