A Padova sono stati sviluppati sensori nanotecnologici per scoprire i tumori

microscope-2352651_1920Una collaborazione tra l’istituto italiano di tecnologia e l’Università di Padova, hanno portato a termine uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Chem”.

Sono sensori nanotecnologici il risultato della ricerca effettuata dal Molecular Modeling & Drug Discovery dell’istituto italiano di tecnologia. Questi sensori sono in grado di effettuare diagnosi precoce dei tumori e il riconoscimento di sostanze tossiche nel sangue. Infatti, i sensori, sono in grado di individuare molecole come droghe o sostane dopanti, anche a bassissime concentrazioni.

Per la sua importanza, lo studio è diventato la copertina della rivista scientifica internazionale “Chem”. Grazie a questo studio, sarà possibile sviluppare meglio la medicina personalizzata, perché le speciali nanoparticelle artificiali sono in grado di assumere funzioni che simulano il comportamento delle proteine, molecole biologiche essenziali alla vita.

Sfruttando questa innovativa funzione, è possibile programmare queste nanoparticelle artificiali come sensori diagnostici per i tumori. La dimensione di queste particelle, sono di un miliardesimo di metro, composte da un nucleo metallico centrale di atomi d’oro, che hanno una funzione strutturale, legate ad altre piccole molecole.

Il principale autore della ricerca, Marco De Vivo, spiega in un’intervista, che l’obbiettivo è quello di creare delle particelle ingegnerizzate, utili a riconoscere specifiche sostanze di interesse, proprio come fanno le proteine in natura.