Il pap test: a cosa serve e quando farlo

Il pap test è un esame diagnostico usato per la prevenzione del tumore del collo dell’utero. È eseguibile in pochi minuti, indolore e può essere eseguito dal ginecologo o dall’ostetrica in ambulatorio durante la visita ginecologica.

L’esame si effettua inserendo in vagina lo speculum che permette con l’ausilio della spatola Ayre di prelevare alcune cellule dal collo dell’utero e dal canale cervicale. Le cellule prelevate vengono fissate su un vetrino che sarà poi esaminato al microscopio in laboratorio.

Il primo pap test si fa solo dopo aver avuto i primi rapporti sessuali dal momento che il cancro del collo dell’utero è provocato da un virus, l’HPV, che si trasmette esclusivamente con i rapporti sessuali non protetti.

Il pap test permette di individuare la presenza di anomalie delle cellule cervicali che precedono di molti anni la comparsa del tumore vero e proprio. È per questo che la periodicità e il tempismo giocano un ruolo fondamentale per combattere il rischio di tumore.

L’esame, infatti dovrebbe ripetersi mediamente ogni 3 anni dall’inizio dell’attività sessuale fino ai 65-70 anni circa. Qualora venisse individuata la presenza di HPV è più indicato ripeterlo annualmente.

Durante la lettura del vetrino possono essere riscontrate anche infezioni in corso che si possono quindi curare con terapie specifiche anche prima che si manifestino sintomi evidenti.

Il pap test può essere eseguito anche in gravidanza. Non può essere eseguito invece durante le mestruazioni né in presenza di infezioni vaginali accompagnate da abbondante secrezione poiché in entrambi i casi sangue e secrezione potrebbero ostacolare la lettura sul vetrino.

Si consiglia di effettuare questo esame durante il periodo ovulatorio dopo un’astensione dai rapporti sessuali nei due giorni precedenti ed evitando anche creme o ovuli vaginali nelle 12 ore precedenti il prelievo.