Paracetamolo e ibuprofene sono la prima arma in pediatria, anche in caso di Covid

Gian Luigi Marseglia, direttore della Clinica Pediatrica e della scuola di specializzazione in Pediatria dell’Università degli studi di Pavia, durante l’ultimo Congresso Sipps ha dichiarato: “I farmaci antipiretici e antinfiammatori sono la prima arma da utilizzare in ambito pediatrico. Ci sono state polemiche in passato, sui giornali, relative all’utilizzo dell’ibuprofene e sul rischio di sviluppare l’infezione da Covid. Bisogna stare attenti alle fake news, bisogna seguire le indicazioni della letteratura scientifica più accreditata”.

In questi mesi invernali è molto comune che i bambini si ammalino di infezioni respiratorie come il rinovirus, il virus respiratorio sinciziale, i virus dell’influenza e i parainfluenzali. Il Dott. Marseglia fornisce ai suoi colleghi una guida pratica su come intervenire: “A livello mondiale sono due i farmaci, anche ratificati, come gli unici due farmaci utilizzabili a livello pediatrico: l’ibuprofene e il paracetamolo. Entrambi hanno uno spettro molto simile di attività, agiscono entrambi sulla temperatura corporea, e in parte sul dolore. L’unica reale differenza è che l’ibuprofene ha un maggior effetto sul dolore rispetto al paracetamolo, e agisce dunque anche sul discomfort. I due farmaci sono assolutamente sicuri, ma bisogna fare attenzione al dosaggio con il paracetamolo e della non somministrazione dell’ibuprofene in caso di varicella o diarrea e disidratazione”.

L’esperto conclude: “È fondamentale prescrivere i farmaci assicurandosi che sia stato compreso il dosaggio corretto, onde evitare problemi a livello epatico nel bambino. Anche quando il bambino dovesse avere il Covid gli verrà somministrata la medesima terapia. Nei più piccoli è molto limitata la scelta, a meno che non si abbia un caso con qualche complicanza che necessiti di trattamenti più aggressivi. Bisogna sottolineare che queste limitazioni, questi mini lockdown, sicuramente comportano la riduzione del Covid-19 ma producono anche la riduzione degli altri virus. Nei pronto soccorsi noi adesso ne vediamo molti pochi. Se i bambini a scuola non si aggregano, non vanno all’asilo nido, non vanno a giocare e non vanno in palestra- conclude- non si ammalano di tutte le infezioni respiratorie. Vale anche per le altre patologie”.

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