Ipertensione arteriosa: un “killer silenzioso”

blood-pressure-1006791_1920L’ipertensione arteriosa è spesso definita come un “killer silenzioso”, perché le cause principali non sono ancora chiare e non esistono cure che potrebbero guarirla completamente. Esistono due tipi di ipertensione: quella primaria o anche detta essenziale, e quella secondaria. L’ipertensione primaria è caratterizzata da una pressione diastolica di 90mmHg o più alta e pressione sistolica 140mmHg o più alta. L’ipertensione secondaria è causata invece da malattie renali, endocrine o coartazione dell’aorta. Esistono anche episodi isolati di ipertensione, più comuni negli anziani a causa di una ridotta distendibilità vascolare.

I principali fattori di rischio dell’ipertensione arteriosa sono l’età, il sovrappeso, eventuali apnee del sonno, anamnesi familiare positiva per questa patologia, vita sedentaria, diabete mellito. Questa malattia, se trascurata (molte persone non sanno di esserne affette), può creare problemi come retinopatie, insufficienze renali, insufficienza cardiaca, ictus o malattie delle arterie coronarie. Gli esami necessari per una diagnosi tempestiva sono: elettrocardiogramma, radiografia del torace, esami del sangue e delle urine, TAC e scintigrafia.

Come già scritto ad inizio articolo non esiste una vera e propria cura, ma solo terapie che unite ad alcune modifiche della vita quotidiana, (ad esempio seguire una dieta sana, praticare attività fisica con regolarità, limitare alcool, fumo, caffeina e sale) possono tenere sotto controllo l’ipertensione. Inoltre, è fondamentale che oltre al paziente vengano educati anche i familiari, così da poter avere un controllo maggiore sull’efficacia della terapia.