Preoccupanti i nuovi dati sul morbillo; per i dottori internet ne è la causa

girl-56683_640I nuovi dati diffusi dal ministero sul morbillo “non fanno che confermare la serietà dell’allarme lanciato più volte in questi ultimi anni”. A sottolinearlo è Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, secondo cui “il morbillo sta tornando a minacciare la salute e la vita dei nostri bambini”. Nei primi mesi del 2017 sono già stati segnalati più di 700 casi mentre nello stesso periodo del 2016 i casi erano soltanto 220 il che comporta un aumento di circa il 230 percento. Siamo in piena emergenza per quanto riguarda una malattia che sembrava estinta, secondo un comunicato-appello del ministero della Salute, il morbillo è in grande e preoccupante aumento. I casi derivano per più della metà da quattro Regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana, ma ciò non deve trarre in inganno perché queste sono in generale le Regioni più efficienti ed attrezzate per fornire dati attendibili. Nel mondo secondo l’organizzazione dell’Onu il virus “uccide ogni anno circa 132mila bambini: 15 all’ora, ogni ora di ogni giorno dell’anno”.

Il morbillo, causato da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae), è una malattia molto contagiosa che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Si trasmette solo nell’uomo ed ha un periodo di incubazione di 10 giorni, i primi sintomi sono quelli di un raffreddore ma il morbillo è molto di più, ed in alcuni casi può essere letale.

Così il ministro Lorenzin in merito alla questione: “nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 e la vaccinazione sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi è stata dell’85,3%, ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”. Prosegue “è ora indispensabile promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età, affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale“.

L’ostilità nei confronti delle vaccinazioni è determinata da molti fattori. In primis probabilmente da gruppi molto attivi e vocali che diffondono attraverso i social network falsi messaggi che includono una relazione, ampiamente smentita, fra vaccinazione e comparsa di sintomatologia autistica, alla paura per la presenza nei vaccini di sali di mercurio, oggi non più utilizzati, o di sali di alluminio in quantità trascurabili. Un’altra ragione è probabilmente dovuta al fatto che i giovani genitori non hanno mai conosciuto le malattie che sono state debellate dalle vaccinazioni e quindi pensano che non esistano. Va infine ricordato che il morbillo non è una malattia banale ma può in alcuni casi essere addirittura mortale a causa di un calo delle difese immunitarie ed un coinvolgimento del sistema respiratorio.

Non bisogna mettere allarmismo o false informazioni, questo è un problema piuttosto concreto e i rischi sono reali, medici e pediatri vedono in questa situazione, una minaccia nel web; le false notizie si propagano velocemente e questo crollo dei vaccini è solo l’inizio. Le conseguenze possono essere letali soprattutto per i più piccoli ed è già lotta sul rendere obbligatorio questo vaccino.