Primavera: qual è la giusta dose di sole?

sun-in-the-hand-615285_640Con la primavera e l’arrivo delle belle giornate di sole, emergono i soliti dubbi su come esporsi correttamente ai raggi solari. Se da un lato infatti l’esposizione alla luce solare consente all’organismo umano la produzione di vitamina D, indispensabile per il rafforzamento delle ossa e del sistema immunitario, di contro produce un graduale invecchiamento delle cellule della pelle favorendo, tra le altre cose, la formazione di melanomi.

Per studiare gli effetti dell’esposizione al sole una recente ricerca dell’Università politecnica di Valencia, pubblicata su “Science of the Total Environment”, ha studiato il tempo necessario per ottenere dal sole solo i benefici ed evitare invece le conseguenze negative su pelle e salute. I ricercatori hanno stimato il tempo necessario per ottenere 1.000 unità internazionali di vitamina D, la dose necessaria al nostro corpo per fare il pieno di vitamina D evitando eritemi o scottature. La dose è calcolata tenendo conto del clima di una città come Valencia esposta tutto l’anno a una larga dose di raggi ultravioletti (Uv). L’equipe ha analizzato l’impatto dei raggi ultravioletti prendendo come riferimento il tipo di pelle più comune in Spagna (fototipo 3, con pelle chiara, occhi e capelli castani, molto comune anche in Italia). L’analisi svolta sempre intorno mezzogiorno, per quattro mesi all’anno, uno per ogni stagione, ha preso in considerazione anche quanta pelle viene solitamente esposta alla luce: il 25% durante i mesi più caldi e il 10% in inverno.

Dai risultati è emerso che a gennaio servono 130 minuti al sole per ottenere la giusta quantità di Vitamina D. Ad ottobre è sufficiente una mezz’ora, mentre in primavera ed estate già 10 minuti possono essere sufficienti. Il tempo consigliato comunque, è tra i 10 ed i 20 minuti al sole. Le conclusioni dello studio fanno notare che nei mesi tra novembre e febbraio sia praticamente impossibile ottenere in modo naturale la dose necessaria di vitamina D, che allora va costruita con alimenti naturalmente ricchi della vitamina o fortificati (come latte e cereali), oppure integratori.

Naturalmente i risultati sono soggetti a variazioni sia considerando le varie città sottoposte ad analisi (in cui varia la dose di raggi ultravioletti), sia l’orario di esposizione. Va detto poi che per i ricercatori si intende un’esposizione al sole senza creme protettive ma, pur rispettando queste condizioni poste alla base dell’analisi, il tempo necessario può variare considerevolmente a seconda della percentuale di corpo esposta, del tipo di pelle, del vestiario, e dell’età del soggetto.

Per queste ragioni si invita alla cautela, i tempi indicati sono meramente rappresentativi ed in tutte le circostanze è necessario seguire le regole raccomandate dai dermatologi per una corretta esposizione al sole che non crei danni alla nostra salute.