I progressi della medicina di precisione. Sapere se ci stiamo per ammalare, grazie ad un dispositivo indossabile

heart-rate-1842062_1920Secondo i risultati di un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford, i dispositivi indossabili che contengono biosensori in grado di monitorare decine di parametri indicativi di quanto sta accadendo nell’organismo, dal battito cardiaco alla temperatura corporea, possono aiutare a individuare l’esordio di una malattia di cui ancora non siamo consapevoli per mancanza di sintomi. Fino ad oggi questi strumenti hanno interessato prevalentemente il fitness, dove sono utilizzati per monitorare e registrare l’attività svolta durante gli allenamenti. Ciò a cui sta lavorando la ricerca scientifica è la possibilità di monitorare costantemente il nostro organismo, proprio attraverso questi dispositivi, per prevenire o individuare tempestivamente la comparsa di segnali di allarme. L’idea di fondo è che, ottenuti per ogni parametro i valori di base fisiologici caratteristici di ciascun individuo, tramite il monitoraggio iniziale è poi possibile individuarne in tempo reale le alterazioni significative, che rappresentano potenziali condizioni patologiche da indagare.

Eventuali alterazioni di parametri come la temperatura corporea o la pressione arteriosa,  possono essere infatti correlate, tramite appositi algoritmi, con specifici disturbi o patologie.

I ricercatori dell’Università di Stanford hanno effettuato lo studio su un campione di 60 individui, raccogliendo complessivamente 2 miliardi di misurazioni: ogni giorno 250mila valori sono stati registrati dai dispositivi indossabili, fino ad un massimo di otto installati su ciascun soggetto, oltre a quelli risultanti dai test di laboratorio relativi agli esami del sangue, espressione genica e altri fattori. I dati raccolti si riferivano al peso, al battito cardiaco, all’ossigenazione del sangue e alla temperatura. Sono state inoltre monitorate le attività svolte dai soggetti, le calorie bruciate e anche l’esposizione a raggi gamma e alle radiazioni X.

Sulla base di differenti misurazioni è stato possibile evidenziare anche la presenza di stati infiammatori e infettivi. I ricercatori hanno inoltre individuato variazioni regolari in corrispondenza delle attività fisiche svolte, degli orari (ritmi circadiani) e dell’ambiente (ad esempio, al cambiamento di quota coma durante i voli in aereo). Grazie a questo tipo di dispositivi, che rientrano nella cosiddetta “medicina di precisione” sarà possibile intervenire in modo personalizzato sul ciascun individuo e prevenire o gestire al meglio la comparsa della patologia.