Può la musica essere utilizzata come strumento educativo, riabilitativo e terapeutico?

118L’ascolto di suoni e melodie possano agire sugli stati d’animo e sulle emozioni. Recentemente, l’interesse scientifico si è focalizzato sulla possibilità di sfruttare tale pratica come terapia complementare, in varie condizioni patologiche e parafisiologiche.

La musicoterapia può aiutare i bambini con disturbi dello spettro autistico, migliorando le loro abilità nell’interazione sociale e nella comunicazione verbale. Può essere utile anche per afasia e amnesia poiché permette al paziente di esprimere e comunicare emozioni e stati d’animo attraverso il linguaggio non-verbale. Inoltre, la musica può essere utilizzata come strumento per facilitare il movimento e la riabilitazione neurologica dopo un ictus.

Altri studi hanno registrato gli effetti benefici della terapia musicale sui livelli d’ansia di pazienti con gravi malattie cardiache e polmonari. Efficace nell’attenuare gli stati d’ansia e la percezione del dolore, anche in condizioni complesse, come nei pazienti in attesa di procedure mediche o di un intervento chirurgico.

Infine, la musicoterapia può essere applicata alla gravidanza, all’insegnamento scolastico o alla terapia in reparti di medicina oncologica, palliativa e geriatrica.

La modalità di approccio di questa disciplina varia a seconda del tipo di riabilitazione e patologia e possono prevedere, ad esempio, l’ascolto di brani, l’esecuzione con strumenti, la libera improvvisazione, il canto, la danza o il movimento.