Quanto è giusto secondo gli psicologi credere a Babbo Natale?

Fino a che età è normale che i bambini credano a Babbo Natale? E soprattutto quali sono i benefici o i danni che possono scaturire da questa credenza? Sull’argomento si sono interrogati diversi psicologi.

Secondo Alison Gopnik, psicologa che si occupa di sviluppo cognitivo infantile, i bambini già da molto piccoli sono ben capaci di distinguere tra immaginazione e realtà. Il lambiccarsi il cervello sulla l’esistenza di babbo natale e su come possa realizzare una simile impresa in una sola notte equivale alla riflessione per la risoluzione di un problema scientifico e favorisce la crescita del ragionamento controfattuale.

La Dott.ssa Jacqueline Wooleey, psicologa all’università del Texas sostiene che credere a Babbo Natale equivale per i bambini a partecipare ad una storia fantastica e di conseguenza accresce il loro sviluppo cognitivo.

Fino a cinque anni, di solito i bambini credono incondizionatamente a Babbo Natale. A sette sono in molti a dubitare, a nove non ci crede quasi più nessuno.

La preoccupazione di molti genitori è sicuramente il trauma legato alla scoperta della realtà.

Secondo gli psicologi la rivelazione non arriva quasi mai in modo improvviso. Infatti,  se il bambino non è ancora arrivato all’età giusta per scoprirlo tende a negare anche le evidenze. Meglio quindi non fare rivelazioni, a meno di non dover rispondere a domanda diretta e lasciare che la verità venga scoperta gradualmente dai bambini stessi.