Quanto incide l’età sulla fertilità maschile?

Secondo un recente studio la salute del bambino può essere influenzata dall’età avanzata sia della madre che del padre.

Sino ad oggi si pensava che la percentuale di rischio di una gravidanza in tarda età (malformazioni e da anomalie cromosomiche del bambino) fosse strettamente legata all’età della madre mentre secondo uno studio condotto negli USA tra il 2007 e il 2016 anche l’età del padre ha un’incidenza da non sottovalutare.

Lo studio ha esaminato 40.529.905 casi di bambini nati da papà non più giovanissimi, ed è emerso che: i bambini nati da padri di età ≥45 anni hanno il 14% di probabilità in più di nascere prematuri, il 14% di avere un basso peso alla nascita, il 18% di andare incontro a convulsioni rispetto ai bambini con padri di 25-34 anni. I bambini nati da padri di età ≥55 anni hanno il 25% di probabilità in più di nascere prematuri, il 27% di avere un basso peso alla nascita, il 30% di andare incontro a convulsioni, il 14% di avere un basso punteggio Apgar, il 10% di avere bisogno di ventilazione meccanica e il 28% di necessitare il ricovero in terapia intensiva neonatale.

Il professor Salvatore Sansalone, specialista in Andrologia e Ricercatore all’Università di Tor Vergata spiega che qualità e mobilità degli spermatozoi comincia ad avere un cambiamento già a 35-40 anni.  Dai 35 anni in poi si parla di APA (Advanced Paternal Age). Oltre quell’età la percentuale di fecondazione comincia ad abbassarsi riducendosi del 2.6% per ogni anno che avanza.