Resistenza agli antibiotici: fenomeno globale da non sottovalutare

L’antibiotico resistaddiction-71575_640enza è un problema sempre più evidente, sia per gli esseri umani sia per gli animali. La resistenza agli antibiotici, lo dice il nome stesso, è la capacità che alcuni batteri hanno di resistere all’azione degli antibiotici. Quando un antibiotico non funziona, non è perché l’uomo o gli animali sono diventati resistenti a quell’antibiotico: sono i batteri ad esserlo diventati. Anche gli ortaggi possono ospitare batteri resistenti agli antibiotici che arrivano tramite il letame usato per concimarli. Tali batteri, quindi, possono arrivare all’uomo sia tramite il cibo che tramite gli animali.

Per questo motivo anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha ribadito la necessità di ridurre l’uso, e soprattutto l’abuso, degli antibiotici negli animali per preservare la salute pubblica. In particolare gli antimicrobici impiegati in medicina umana dovrebbero essere usati negli animali solo come estremo rimedio. Per raggiungere l’obbiettivo non esiste una soluzione universale, ma tutte le azioni possibili si basano su un approccio che tiene conto dei sistemi di produzione locali del bestiame e coinvolge tutti i soggetti interessati, dai governi agli agricoltori.

Anche la Commissione europea scende in campo contro la resistenza agli antibiotici e lancia una consultazione pubblica sulle possibili attività da includere nel nuovo piano d’azione “One Health” che si prevede di adottare entro l’estate del 2017. La consultazione comprende un questionario per le amministrazioni pubbliche e i soggetti interessati, e un questionario per i cittadini e durerà fino al 28 aprile 2017.

“L’antibiotico resistenza è una minaccia per la salute globale ed è in crescita e comporta un onere sociale ed economico significativo. Nella sola UE, è responsabile di 25.000 morti e più di 1,5 miliardi di euro di spese sanitarie e perdita di produttività ogni anno”, rileva la commissione Ue.

La conclusione più ovvia, al momento, è che per evitare questo sviluppo della resistenza nei microrganismi, è importante utilizzare gli antibiotici il meno possibile e solo in presenza di una reale necessità.