Rischi sottovalutati nel consumo di alcolici? Ecco i dati dell’ultimo rapporto europeo

whiskey-2382370_1920In Europa, viene consumata la maggior quantità di bevande alcoliche. Più di un quinto della popolazione di età superiore ai 15 anni, assume almeno 9 litri di alcol all’anno.

Per gli esperti è necessaria un’inversione di rotta, se non ci si vuole trovare davanti ad un aumento improvviso di tumori all’apparato digerente (come quelli al colon-retto, all’esofago, allo stomaco, al fegato ed al pancreas).

Inoltre, chi assume troppi alcolici, rischia anche neoplasie del cavo orale.

Nel rapporto annuale che confronta i consumi di bevande alcoliche con il rischio oncologico, è stata messa in evidenza la necessità di intervenire a livello sociale e culturale per ridurre l’accesso agli alcolici, soprattutto dei più giovani; se questo non dovesse accadere, il futuro aumento di persone affette dalle patologie appenda descritte, sarà inevitabile.

Nonostante la gran quantità di ricerche e di studi effettuati sull’argomento, gli effetti cancerogeni dell’alcol sono ancora troppo sottovalutati. I gastroenterologi europei hanno descritto nelle 32 pagine del dossier, quello dell’alcol come un problema endemico: parlare di alcol come un cancerogeno, per le istituzioni, deve diventare una priorità, visto che nove cittadini europei su dieci ignorano il rischio oncologico legato al consumo di birra, vino e superalcolici. Una scarsa cultura che porta a sottovalutare il rischio, un po’ come succedeva 50 anni fa col fumo di sigaretta.

Il Codice Europeo contro il Cancro, redatto dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione, ha inserito l’alcol tra le sostanze cancerogene certe per l’uomo. Una notizia che però non sembra essere stata recepita da molti, visto che i consumi di alcol sono risultano in crescita, sia nei giovani (i quali tendono a bere lontano dai pasti) sia negli anziani (abituati invece a bere a pranzo e cena).