Il sale dell’Himalaya sotto accusa. Per gli esperti è solo una moda infondata

salt-51973_1920Spesso le mode ritornano. Ed è stato così anche per il sale rosa dell’Himalaya, il quale non proviene realmente dall’omonima catena montuosa.

Tante le proprietà attribuite al sale rosa, conosciuto meglio come sale dell’Himalaya, come la riduzione della ritenzione idrica e ipertensione, aumenta le capacità di assorbimento delle sostanze nutritive e rafforza le ossa. Insomma, sarebbe un prodotto miracoloso.

A prescindere dalla veridicità delle proprietà, bisognerebbe soffermarsi sul contenuto chimico del sale. Per questo motivo, un chimico già noto per aver scoperte molte bufale legate agli alimenti, ha analizzato la maggior parte della letteratura scientifica, effettuando anche analisi chimiche. Come prima cosa, bisogna precisare che il sale dell’Himalaya non proviene realmente dall’Himalaya, ma viene estratto in Pakistan, più precisamente nel Salt Range, provincia del Punjab.

Si presenta con un colore rosato, dovuto alla presenza di ferro (in quantità trascurabili). Il problema nasce studiando i risultati delle analisi chimiche: sono state riscontrate quantità grosse quantità di cadmio pari a 9 mg/kg (il quale limite, fissato dall’OMS, è di 0,5 mg/kg). Anche se i livelli sono di “sicurezza” e non di “pericolo”, il cadmio è catalogato come sostanza cancerogena, insomma non il massimo per chi sceglie questo tipo di sale reputandolo più “salubre”.

Il consiglio degli esperti è di assumere il sale iodato, in quanto è il più equilibrato. Il nostro organismo ha bisogno di assumere una determinata quantità di sodio ogni giorno.