San Francisco, trasfusioni e trapianto di cellule staminali in utero

Trapianto in uteroÈ successo per la prima volta al mondo all’Ucsf Benioff Children’s Hospital di San Francisco: Elianna, affetta da una grave forma di talassemia, spesso letale per il feto, è nata il primo febbraio e sta bene.

La bimba è stata salvata grazie a cinque trasfusioni di sangue e un trapianto di cellule staminali avvenute tre mesi prima della sua stessa nascita attraverso l’utero materno.

Le cellule staminali sono state ricavate dal midollo osseo dell’anca della madre, tra la 18/ma e 25/ma settimana di gestazione, e poi iniettate con l’ausilio di un ago passato attraverso l’addome e l’utero della mamma, e fatto arrivare nella microscopica vena nel cordone ombelicale.

L’alpha thalassemia major, rende i globuli rossi incapaci di rilasciare ossigeno ai tessuti in modo adeguato, causa infatti anemia grave, scompenso cardiaco e danni cerebrali.

Le trasfusioni ricevute dal feto sono state necessarie per mantenerlo invita mentre il trapianto era indispensabile per la cura della malattia.

Bisognerà ora attendere i prossimi mesi per capire se il trapianto è andato a buon fine. Per ora la bambina deve continuare a sottoporsi a trasfusioni di sangue come le altre persone che soffrono della stessa malattia.

La bimba, figlia di una coppia che vive alle Hawaii, è affetta da una forma di talassemia causata da un gene di cui è portatore il 5% della popolazione nel mondo. Nel suo caso ne erano portatori entrambi i genitori.

In caso di successo questa operazione potrebbe essere una svolta sul tema dei trapianti fetali che offrirebbe una grande speranza alle numerose famiglie con lo stesso problema. Si avrebbe, inoltre un ulteriore vantaggio poiché a differenza di quanto avviene con i trapianti di midollo dopo la nascita, il sistema immunitario del feto non è ancora sviluppato completamente, il che gli permette di tollerare bene le cellule materne durante la gravidanza e di evitare le terapie anti-rigetto.