Scoperta la modalità con cui alcuni virus (Aids ed epatiti B e C) “evitano” il sistema immunitario

defense-1403072_1920Una nuova ricerca arriva dall’ospedale San Raffaele di Milano. Gli scienziati si sono chiesti come riuscissero alcuni virus ad evitare il sistema immunitario, causando malattie anche mortali.

È stato così possibile capire, per la prima volta, la strategia che adottano i virus – per esempio Aids ed epatiti Be C – quando entrano a contatto col sistema immunitario. A guidare la ricerca Matteo Iannacone, scienziato appena rientrato dagli Stati Uniti, vincitore del Carrer Development Award della Fondazione Armenise-Harvard. È stata utilizzata una tecnica rivoluzionaria di microscopia in vivo, cioè la microscopia intravitale, che ha permesso di osservare dall’interno come si comportano le cellule del sistema immunitario in azione.

“Una volta identificato il meccanismo che i virus sfruttano per persistere nell’ospite, abbiamo provato a intervenire direttamente sui monoliti infiammatori che sembravano ostacolare la risposta immunitaria e abbiamo scoperto che eliminandoli, impedendone l’arrivo nei linfonodi o ancora disattivandone la funzione, si ripristina una corretta risposta immunitaria: i linfociti B riescono di nuovo a produrre anticorpi così da eliminare i virus”.

I linfociti B producono degli anticorpi quando un virus penetra nell’organismo: gli anticorpi sono formati da proteine a forma di Y, che si attaccano alla superficie del microrganismo intruso, in modo da disattivarlo, o permettendo ad altre cellule del sistema immunitario di eliminarlo.

Però, come già descritto prima, alcuni tipi di virus – come Aids, Hiv, Hbv e Hcv – riescono a bloccare questo processo: fuggono dalle difese immunitarie e si moltiplicano nell’organismo liberamente.

Gli scienziati quindi, hanno capito la modalità con cui alcuni virus riescono ad evitare il sistema immunitario. Ma il perché alcuni virus ci riescono ed altri no, rimane ancora sconosciuto. Lo studio condotto è una grande scoperta, proprio perché per la prima volta, c’è una spiegazione a livello molecolare.