Scoperta la proteina che può fermare il cancro al seno

act-1413185_640Una proteina può fermare il cancro al seno. La cautela quando si parla di lotta ai tumori è d’obbligo per non ingenerare false aspettative. Fatta questa doverosa premessa, è di questi giorni la notizia di un’importante scoperta su una proteina in grado di limitare effettivamente la crescita del tumore al seno e di diminuirne le capacità di originare metastasi. I nuovi casi sul tumore al seno sono allarmanti; nel 2015 erano stati circa 48 mila, ma per il 2016 si parla di 50 mila. Duemila in più. Numeri che fanno del tumore al seno la neoplasia più diffusa in assoluto tra la popolazione italiana. Il tumore mammario colpisce una donna su sette e solo in Italia riguarda ad oggi circa mezzo milione di pazienti.

Uno dei sottotipi di tumore mammario, circa il 20% dei casi, è caratterizzato da un’eccessiva quantità della proteina ERBB2 causata dall’aumento del numero di copie del gene che la codifica sul cromosoma 17. Lo ha scoperto uno studio del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze della Salute dell’Università di Torino, in collaborazione con la Città della Salute di Torino. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista «Nature Communication».

Lo studio, coordinato dalla dottoressa Paola Defilippi, identifica il meccanismo con cui la proteina si oppone alla progressione del tumore mammario.  ERBB2 causa il tumore perché aumenta la proliferazione cellulare in modo non controllato, sostiene la sopravvivenza delle cellule tumorali e favorisce la loro capacità di uscire dal tumore primario, dando origine alle metastasi in altri organi. La ricerca ha individuato e caratterizzato un meccanismo di protezione dagli effetti dannosi dell’oncogene ERBB2. Questo effetto protettivo conferisce alle pazienti una maggiore sopravvivenza ed un minor rischio di metastasi ed è dovuto appunto alla presenza della proteina p140Cap, una proteina in grado di limitare la crescita del tumore mammario e di diminuirne le capacità di dare origine a metastasi

I risultati indicano che questa proteina è espressa in circa il 50% delle pazienti di tumore ERBB2, individuando un nuovo marcatore predittivo in questa patologia. Questi dati serviranno come base di partenza per la messa a punto di nuove terapie per le pazienti che non esprimono la proteina p140Cap e sono soggette a tumori più aggressivi.