Scoperto il meccanismo alla base dell’Alzheimer

people-3249494_1920Un nuovo studio effettuato da due ricercatori italiani che lavorano presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito, ha portato alla scoperta di un nuovo meccanismo utile per individuare precocemente l’Alzheimer. La perdita di memoria potrebbe essere legata alla riduzione della produzione della produzione di dopamina nel cervello.

Da questo studio è stato ottenuto per la prima volta un risultato sull’essere umano. Infatti potrebbe essere questa carenza la causa del minor funzionamento di alcune aree specifiche del cervello. Il risultato è stato pubblicato anche su The Journal of Alzheimer’s Disease.

I due ricercatori hanno coinvolto 110 partecipanti, di cui 51 in salute e senza alcun disturbo, 30 con un disturbo neurocognitivo lieve e i restanti 29 con diagnosi di Alzheimer di intensità media. L’analisi è stata effettuata attraverso risonanza magnetica celebrale, permettendo così di visualizzare sul cervello umano un risultato che era già stato osservato nel modello murino, confermandone la validità anche nell’uomo.

Se il risultato della risonanza mostrava una dimensione dell’area tegumentale ventrale ridotta, anche l’ippocampo (regione celebrale che svolge la maggior parte delle funzioni legate alla memoria) era ridotto. Di conseguenza, maggiore era la dimensione di queste due aree, tanto più grande era la capacità di ricordare. Grazie a questi risultati è stato possibile definire il primo campanello d’allarme che potrebbe essere utilizzato per uno screening precoce dell’Alzheimer.