Screening prenatali in Europa: i risultati di una survey Ecdc

Photo: Canwest News Service
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Secondo il dati pubblicati nel rapporto “Antenatal screening for HIV, hepatitis B, syphilis and rubella susceptibility in the EU/EEA – A Member State Survey”, pubblicato dall’Ecdc, nei Paesi dell’Unione europea (UE) è ancora presente la trasmissione materno-fetale dell’infezione da Hiv, dell’epatite B, della sifilide e della rosolia, soprattutto in alcuni gruppi a rischio.  Il documento presenta i risultati di una survey condotta in 26 Paesi dell’Ue per raccogliere informazioni sugli screening prenatali nei singoli Paesi. Mentre lo screening prenatale per l’Hiv, l’epatite B e la sifilide viene offerto da un’alta percentuale di Stati membri dell’Ue, quello per la rosolia interessa solo 14/26 Paesi. Nella maggior parte dei Paesi che offre lo screening prenatale, la copertura è maggiore del 90-95%. Tuttavia, pochi Paesi raccolgono dati utili a valutare l’efficacia di tali programmi. Pertanto, sarebbe auspicabile rafforzare la sorveglianza dei casi di trasmissione materno-fetale dell’infezione da Hiv, dell’epatite B, della sifilide e della rosolia, per potere migliorare le valutazioni dell’incidenza dei casi e per identificare i fattori di rischio. Inoltre, visto che la trasmissione materno-fetale dell’Hiv, dell’epatite B, della sifilide e della rosolia colpisce in particolare alcune popolazioni che hanno un accesso limitato sia alle cure prenatali che ai test di screening, si raccomanda agli Stati membri di considerare la messa in atto di interventi mirati per le popolazioni a rischio, sulla base di una valutazione dell’epidemiologia della malattia e dei suoi fattori di rischio.  La trasmissione materno-fetale rappresenta la modalità principale con cui viene trasmessa  l’infezione da HIV di ai bambini in tutto il mondo. Senza lo screening prenatale il rischio di trasmissione del virus dell’HIV dalla madre infetta al suo bambino varia dal 15% al ​​30 % nel corso della gravidanza, mentre le percentuali sono tra il 10% e il 20 % durante l’allattamento. Questo rischio può essere ridotto all’1-2 % adottando una serie di misure preventive appropriate, tra cui la somministrazione della terapia antiretrovirale alla gestante,la profilassi antiretrovirale per il neonato e l’evitamento dell’allattamento al seno. La trasmissione dell’epatite B da madre a figlio è prevenibile nel 95 % dei casi attraverso la somministrazione di vaccini e immunoglobuline al  bambino al momento della nascita; senza l’immunoprofilassi, oltre il 90 % dei neonati infettati dalle madri positive, svilupperà infatti l’infezione cronica. Per quel che riguarda la rosolia, al momento non è disponibile un trattamento per impedire la trasmissione materno-fetale che può però essere evitata facendo in modo che tutte le donne che non hanno mai contratto la malattia nel corso della propria vita e che hanno intenzione di intraprendere una gravidanza siano rese immuni alla rosolia attraverso la vaccinazione.

Fonte ECDC TECHNICAL REPORT Antenatal screening for HIV, hepatitis B, syphilis and rubella susceptibility in the EU/EEA. Stockholm, March 2016 ISBN 978-92-9193-844-5