Seguire la dieta senza glutine, se non necessario, può essere pericoloso

bread-399286_1920Sempre più spesso si sente parlare di dieta “gluten-free”, ma quasi sempre si tratta di una moda e non di una necessità.

Negli ultimi anni i prodotti senza glutine hanno subito un vero boom di vendite, anche tra le persone non celiache. Ci sono teorie non scientifiche, le quali sostengono che questi prodotti riducano l’infiammazione del colon o le calorie: in realtà gli alimenti senza glutine contengono più calorie di quelli normali. Inoltre, c’è da sottolineare un dato molto importante: solo l’1% della popolazione è realmente affetta da celiachia, cioè hanno una risposta immunitaria ad una proteina contenuta nella maggior parte dei prodotti a base di grano.

Il problema nasce quando vi è un eccessivo utilizzo degli alimenti senza glutine, in quanto vengono usate farine di riso o simili come sostituti del grano; ma il riso è soggetto alla bioaccumulazione di alcuni metalli tossici derivati da fertilizzanti, suolo o acqua. Alcuni ricercatori dell’Università dell’Illinois, Chicago, hanno analizzato i dati di circa 8000 persone tra i 6 e gli 80 anni: chi seguiva una dieta gluten-free mostrava una concentrazione di arsenico due volte superiore rispetto agli altri, mentre i livelli di mercurio erano superiori del 70% rispetto a chi non seguiva la dieta senza glutine.

Seguire una dieta senza glutine, se non necessario, può portare a carenze nutrizionali e danneggiare il sistema immunitario e batterico. L’organismo potrebbe anche abituarsi ad assumere alimenti senza glutine e scatenare reazioni allergiche.