Sindrome di Brugada, primo intervento con un robot

ambulance-1822457_640Per la prima volta in Italia presso il reparto di Cardiologia dell’ospedale Mauriziano di Torino, si è svolto un intervento di ablazione con l’utilizzo di un robot.

Un paziente di 47 anni colpito da sindrome di Brugada è stato salvato pochi giorni fa a Torino grazie al sistema robotico a navigazione magnetica Stereotaxis e dimesso il giorno successivo in buona forma fisica.

La sindrome di Brugada è una malattia genetica che provoca di disturbi del ritmo cardiaco anche gravi. Fortunatamente solo una piccola parte dei soggetti affetti è davvero a rischio di arresto cardiaco. In genere si manifesta con più frequenza in giovani maschi con età compresa tra 30 e 40 anni.

La novità è assoluta. La precedente terapia consisteva nell’interrompere le aritmie con un defibrillatore che inviava uno shock elettrico nel cuore e che richiedeva diversi interventi spesso molto stressanti per il paziente. Ora le cellule morte vengono raggiunte da un catetere e poi distrutte. L’intervento piuttosto complicato già di per sé è stato eseguito stavolta con un livello di difficoltà maggiore, con un robot, anche se poco invasivo e facilmente maneggevole.