Sonnambulismo: tutto quello che c’è da sapere

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno che porta chi ne soffre a compiere movimenti o azioni senza averne coscienza e continuando a dormire.

La Dott.ssa Charlene Gamaldo, direttrice del Johns Hopkins Center for Sleep, spiega: “È un insieme di comportamenti inaspettati durante il sonno“.

I sonnambuli non ricordano ciò che hanno vissuto in quei momenti neanche anche le azioni più elaborate.

Il momento della notte in cui si verificano più frequentemente gli episodi di sonnambulismo è a notte (e sonno) inoltrati. Ovvero nella fase non-REM. Questo particolare è anche la chiave che differenzia il sonnambulismo dai cosiddetti incubi, o sogni terrificanti, che invece si manifestano nella seconda parte della notte (fase REM).

Di solito chi è sonnambulo nella fase non-REM ha gli occhi aperti o semiaperti; nella fase REM, invece, gli occhi rimangono chiusi.

Una delle cose che ci hanno sempre ripetuto è che non bisogna svegliare un sonnambulo. “Sono confusi e potenzialmente aggressivi quindi meglio non svegliarli“, spiega Gamaldo. La cosa migliore sarebbe guidarli dolcemente e riportarli nel loro letto e assicurarsi che non corrano pericoli.

Il sonnambulismo è molto comune nei bambini e può essere ereditario; ma anche alcuni fattori possono favorirlo come le frequenti interruzioni del sonno o un sonno disturbato, una malattia, lo stress e l’alcool.

Anche il sonnambulismo si può prevenire. Secondo la Dott.ssa Gamaldo, bisognerebbe adottare uno stile di vita più sano e imparare a dormire in ambienti e condizioni favorevoli. Ad esempio, una stanza fresca e buia; evitare cene troppo pesanti e alcool prima di andare a letto. Limitare lo stress per poter consentire alla mente e al corpo di rilassarsi prima di addormentarsi.