Una sostanza contenuta nel caffè aumenta la produzione di insulina

coffee-1576552_1920Il cafestolo, una sostanza presente nel caffè, aumenterebbe la produzione di insulina, riducendo così il rischio di sviluppare il diabete.

Questo il risultato di una ricerca danese, pubblicata sul Journal of Natural Products, condotta da Fredrik Brustad Mellbye del policlinico universitario di Aarhus in Danimarca.

Già in passato alcuni studi epidemiologici avevano notato che bere regolarmente caffè riduce il rischio di ammalarsi di diabete, senza però riuscire a capire quale meccanismo inducesse effetti protettivi. Nell’esperimento danese, per dieci settimane, tre gruppi di topolini ad alto rischio di ammalarsi di diabete, hanno assunto 1,1 milligrammi di cafestolo al giorno, 0,4 milligrammi di cafestolo al dì e il terzo gruppo nessuna sostanza (gruppo di controllo).

Dopo queste dieci settimane, i primi due gruppi presentavano una riduzione della glicemia tra il 28% e il 30% rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, il primo gruppo (quello che assumeva una maggiore quantità di cafestolo) aveva una sensibilità maggiore all’insulina, rappresentando un buon segnale contro il diabete.

Inoltre, gli esperti hanno notato che i topolini i quali avevano assunto cafestolo, hanno quasi tutti raddoppiato (+75%) la loro produzione di insulina. Questa scoperta suggerisce che il cafestolo potrebbe diventare un’arma contro il diabete, riducendo così il rischio di ammalarsi.