“Super Mario”: da protagonista di videogiochi ad arma contro il diabete

antipasta-1645401_1920Uno studio presentato dalla Società italiana diabetologia (Sid) al Congresso dell’Associazione europea per lo studio sul diabete (Easd), dimostra che la dieta mediterranea è un’arma valida contro il diabete di tipo 2.

È stato infatti scoperto che la dieta mediterranea è in grado di attivare un gruppo di “cellule idrauliche” – a cui è stato dato il nome di “Super Mario”, il celebre idraulico dei videogiochi – che ripuliscono i vasi sanguigni che sono in genere danneggiati dai pazienti affetti da diabete di tipo 2. Non è la prima volta che la dieta mediterranea aiuta a contenere e correggere alcuni fattori di rischio come il colesterolo, la glicemia, l’ipertensione o il peso corporeo.

Giorgio Sesti, presidente della SID in un’intervista di TGCOM24, sostiene che “questi studi contribuiscono in modo sostanziale a chiarire l’enorme potenziale terapeutico della dieta mediterranea, patrimonio dell’Unesco, e rafforzano l’importanza della nutraceutica come vero e proprio trattamento delle patologie cardio-metaboliche”. Viene inoltre dimostrato in questo studio, che i principali alimenti della dieta mediterranea in grado di contrastare il diabete sono: olio d’oliva, re della dieta mediterranea, pesce e fibre, vanno invece eliminati subito burro, troppa carne rossa e anche il tanto nominato olio di palma. L’olio d’oliva ha effetti specifici sui vasi sanguigni e stimola un processo di protezione degli stessi, le fibre invece hanno un doppio effetto: da un lato rallentano l’assorbimento degli zuccheri semplici, dall’altro rallentano l’assorbimento dei grassi con un effetto anticolesterolo, difatti viene consigliato di consumarle prima di pranzo.

Per quanto riguarda i cibi da evitare, ci sono un eccessivo consumo di burro e carni rosse, che insieme al fruttosio, se assunte in maniera assidua aumentano il rischio di sviluppare il diabete del 400% entro 4 anni. Ma il più vietato è l’olio di palma, riconosciuto anche come cancerogeno e sconsigliato a tutta la popolazione in generale, il quale aumenta il rischio di insulino-resistenza, che è la fase iniziale per lo sviluppo del diabete.