Tatuaggio? Sì, ma attenzione alle infezioni e alle reazioni allergiche

hands-tattooTatuarsi può avere conseguenze che vanno ben oltre il risultato estetico. I ricercatori dell’Università di Tor Vergata hanno condotto un’indagine che ha coinvolto 2500 studenti liceali, somministrando un questionario anonimo, i cui risultati hanno evidenziato come il 24% degli intervistati abbia avuto complicanze infettive dopo essersi sottoposti a tatuaggi e piercing. Solo il 17% degli studenti che hanno partecipato all’indagine ha firmato un consenso informato prima di eseguire il tatuaggio e appena il 54%si è dichiarato sicuro della sterilità degli strumenti che sono stati utilizzati. Dallo studio è emerso inoltre che nonostante l’80% dei giovani abbia sostenuto di essere a conoscenza del rischio di contrarre un’infezione, solo il 5% è correttamente informato sulle malattie che possono essere trasmesse. Spesso infatti vengono sottovalutate le conseguenze derivanti dall’inoculazione nella cute di sostanze chimiche non controllate, che possono determinare l’insorgenza di reazioni indesiderate di tipo tossicologico o di sensibilizzazione allergica.

A sostenere i risultati dell’indagine italiana, sono anche i dati di uno studio della Langone University di New York, pubblicato sulla rivista Contact Dermatitis, che ha analizzato i tatuaggi di 300 persone scelte casualmente mentre si trovavano a Central Park a New York. Secondo i dati della ricerca, circa un individuo su dieci che si è fatto tatuare, ha manifestato un vento avverso, come infezioni, prurito, arrossamento e gonfiore. Molte persone analizzate dallo studio hanno inoltre avuto complicazioni che si sono protratte anche per anni. Altro dato interessante emerso dallo studio italiano è quello riguardante i tempi di sopravvivenza dei virus presenti negli aghi e nell’inchiostro, che può variare da pochi giorni a quasi un mese e questo desta ancora maggiore preoccupazione se si pensa che spesso, soprattutto gli adolescenti, si recano in laboratori che offrono costi a buon mercato, ma che sovente non osservano le opportune norme igieniche e che utilizzano materiali e sistemi di protezione degli operatori non adeguati.