Tumore del seno: prevenire con l’autopalpazione

L’autopalpazione periodica consente di conoscere l’aspetto normale del proprio seno e di notare qualsiasi cambiamento ed eventuali irregolarità limitando il rischio di diagnosticare un tumore in fase troppo avanzata.

Ogni donna può eseguire questa pratica autonomamente possibilmente una volta al mese, a partire dai 20 anni di età, una settimana dopo la fine delle mestruazioni.

L’autoesame prevede un primo controllo visivo: davanti ad uno specchio, in un ambiente ben illuminato bisogna osservare la forma del seno e del capezzolo, sia di fronte che di lato in varie posizione alla ricerca di eventuali irregolarità delle mammelle. L’osservazione deve essere eseguita in 3 diverse posizioni:

  • con il busto eretto, le spalle rilassate e le braccia lungo i fianchi;
  • con le braccia alzate, stese sopra la testa;
  • unendo le mani davanti alla fronte e contraendo i muscoli pettorali.

Segue la fase di palpazione della mammella che va effettuata facendo scorrere con piccoli movimenti concentrici la parte interna di tre polpastrelli uniti di una mano (indice, medio e anulare). Muovendo le dita in senso circolare è possibile cogliere eventuali noduli o indurimenti del tessuto mammario.

Successivamente bisogna eseguire dei movimenti con la mano dall’alto verso il basso e successivamente anche in senso radiale (dall’esterno verso il capezzolo) La palpazione dal cavo ascellare continua attorno alla curva del seno, non tralasciando la parte vicina allo sterno.

L’autopalpazione va effettuata:

  • in posizione eretta, piegando il braccio corrispondente al seno da esaminare dietro la nuca;
  • in posizione supina, con il braccio corrispondente al seno da esaminare in alto, piegato sotto la testa.

Nell’ultima fase, si preme delicatamente il capezzolo tra indice e pollice, per verificare possibili fuoriuscite di liquido (siero o sangue); durante questa valutazione, è possibile aiutarsi con un fazzoletto per controllare eventualmente il colore della secrezione.

Grazie a questa pratica è possibile notare se ci sono cambiamenti di forma e dimensioni di una o di entrambe le mammelle; perdite di sangue o di liquido dai capezzoli; noduli della mammella; variazioni nell’aspetto del capezzolo; dolore ingiustificato al seno o all’ascella.

Nel caso in cui uno o più di questi sintomi fossero evidenti alla vista o presenti al tatto, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante o ad un senologo.