Un’iniezione di fibroblasti 23, o FGF23 può curare il diabete

Secondo un recente studio è sufficiente una singola iniezione chirurgica di fibroblasti 23, o FGF23 per ristabilire i livelli di zucchero nel sangue alla normalità nei soggetti diabetici.

Grazie al risultato dell’incrocio di due studi complementari condotti della University of Washington School of Medicine e del Novo Nordisk Foundation Center for Basic Metabolic Research, presso l’Università di Copenhagen si è scoperto che è sufficiente una singola iniezione chirurgica di fibroblasti 23, o FGF23 (proteina nota come fattore di crescita) per ristabilire i livelli di zucchero nel sangue alla normalità per settimane o mesi nei topolini diabetici.

Michael Schwartz, docente di Medicina presso la University of Washington School of Medicine  ha spiegato: “Chiarire il ruolo della proteina FGF23 può aiutarci a sviluppare trattamenti più efficaci per il diabete, che siano in grado di attingere al potenziale intrinseco del cervello per migliorare l’impatto della condizione“.

Tunes Pers, del Novo Nordisk Foundation Center for Basic Metabolic Research ha aggiunto: “Il diabete di tipo due colpisce il 10 percento della popolazione statunitense, è direttamente legato all’obesità e può provocare diversi problemi di salute, come malattie cardiache, perdita della vista, insufficienza renale, demenza, gravi infezioni e danni al sistema nervoso. Il controllo di lieviti di zucchero nel sangue può prevenire alcuni di questi problemi, ma è spesso piuttosto complicato da ottenere“.

In sintesi secondo Pers: “L’ipotalamo regola molte funzioni del corpo, inclusi i livelli di zucchero nel sangue, la fame, l’assunzione di cibo, il consumo e lo stoccaggio di energia. I nostri dati indicano che le cellule gliali, oltre a fornire supporto strutturale, aiutano a organizzare e regolare l’attività dei neurocircuiti“.

Kim Alonge, della University of Washington School of Medicine ha concluso: “Le reti perineuronali sembrano molto meno diffuse nei soggetti diabetici, ma la perdita sembra invertirsi rapidamente a seguito della somministrazione di fattore di crescita dei fibroblasti 1“.

 

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