Uno per tutti!

water-1545520_1920Sfogliando le pagine dei social network, ci si imbatte spesso in una lunga serie di rimedi o “alimenti miracolosi che tutti dovremmo prendere”, se solo non ci venisse tenuto nascosto (da chi?) il loro potenziale. Dall’acqua e limone, al bicarbonato, alla soia, ai semi di lino e via discorrendo.  Certo, l’idea che un alimento semplice, magari a buon mercato e facilmente reperibile, possa aiutarci a prevenire o curare patologie anche gravi è allettante, ma è pensabile che lo stesso rimedio valga per tutti e per tutto?

Se pensiamo a quanto ognuno di noi sia diverso in termini di patrimonio genetico, abitudini e problematiche di salute (dal collega di ufficio, dalla vicina di casa o anche da un parente, per quanto prossimo), questa prospettiva appare già poco probabile.

Se a queste variabili aggiungiamo poi che le patologie sono tutte diverse tra loro e anche all’interno di una singola patologia possiamo avere mille sfaccettature, sicuramente le probabilità di curarle o prevenirle in maniera così semplicistica sono pari a quelle di vincere al superenalotto!

A titolo esemplificativo proviamo a descrivere i possibili effetti dei cibi sopracitati, su persone diverse:

  • Acqua e limone: sicuramente, come tutti gli agrumi, anche il limone contiene una buona quantità di vitamine e sali minerali utili per il nostro benessere e, acidificando le urine, contribuisce a prevenire le infezioni del tratto urogenitale (così come pure i frutti rossi), ma questo stesso effetto favorisce la precipitazione dei sali di ossalato, che possono formare calcoli nelle persone predisposte.
  • Bicarbonato: che ingerendo questa sostanza si possa variare il pH dell’organismo è una pia illusione, in quanto appena arriva nello stomaco il suo potere basificante viene neutralizzato dai succhi gastrici acidi, generando gas, esattamente come i pellet al gusto limone di una nota marca. Inoltre, chi ha già le sue difficoltà a digerire, le vedrà aumentare (perché è proprio l’acidità dello stomaco a iniziare la digestione delle proteine), mentre chi ha bruciori di stomaco avrà un momentaneo sollievo, ma stimolerà la mucosa gastrica a secernere altri acidi per ripristinare l’ambiente adatto ai processi digestivi (senza per altro aver risolto il problema che ha causato i bruciori).
  • Soia: sicuramente ridurre l’apporto di proteine (e grassi) animali è una buona strategia, perché è ormai parere unanime che l’eccesso di carni rosse e conservate sia da collegare ad una maggiore incidenza di tumori (soprattutto del tratto digerente). Sostituire questi nutrienti interamente con le proteine della soia, però, può non essere la scelta migliore per chi ha squilibri ormonali o una familiarità per tumori ormone-sensibili (come alcune patologie oncologiche della mammella), in quanto la soia contiene fitoestrogeni (simili agli estrogeni umani).
  • Semi di lino: contengono una buona quantità di omega-3, ma sono praticamente indigeribili se non vengono frantumati prima di mangiarli, oltretutto proprio gli omega-3 sono sostanze molto sensibili all’ossigeno (essendo degli antiossidanti) e alla temperatura, quindi per avere tutti i vantaggi che gli si attribuiscono dovremmo avere la pazienza di frantumarli con un mortaio appena prima di consumarli. I semi di lino favoriscono inoltre lo sviluppo di alcuni batteri presenti nel nostro intestino, ma in quelle persone che hanno già ben rappresentate queste famiglie batteriche, un consumo regolare ed abbondante può accentuare la disbiosi (alterazione della flora batterica intestinale)

Insomma il motto dovrebbe essere “a ciascuno il suo”, piuttosto che “uno per tutti”, usando gli alimenti in maniera funzionale a riequilibrare la fisiologia di ciascuno e non come una panacea di tutti i mali.