Varianti Covid: urge un programma nazionale centralizzato

Variante covidNon è possibile risalire alle regioni in cui sono localizzate le varianti. Anche la forbice trovata, che va dallo 0,5% al 59%, è troppo ampia per dare qualsiasi indicazione valida” questo è quanto stato dichiarato dal virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca, e il genetista Massimo Zollo, dell’Università Federico II di Napoli.

Il Dott. Zollo sottolinea: “Non abbiamo i dati grezzi associati ai vari laboratori e ai diversi approcci metodologici seguiti. Di conseguenza non è possibile arrivare a conclusioni critiche: non sappiamo se le percentuali più basse siano associate ai territori o ai laboratori che hanno utilizzato un metodo piuttosto che un altro. A tutto questo si somma la diversità dei campioni raccolti nelle regioni”.

Secondo i due esperti è necessario un programma nazionale centralizzato che preveda il sequenziamento a tappeto dei campioni di virus in tutte le regioni con criteri uniformi e affidato a centri eccellenza nel campo della genetica molecolare. Un’attività di mera diagnostica di sequenziamento dell’intero virus non può essere infatti affidata agli ospedali, in quanto richiede tempi molto lunghi. Soltanto così ci saranno elementi sufficienti per dire se nel tempo una variante prende piede.

Il Dott. Broccolo conclude: “Oltre al sequenziamento a tappeto dei campioni scelti con criteri uniformi, sarebbe opportuno inserire uno screening per l’identificazione delle varianti con metodi molecolari rapidi e economici già disponibili”.

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