Verso la diagnosi precoce del cancro alla prostata

man-1253004_1920Grazie ad un nuovo metodo di analisi del PSA (Prostate Specific Antigen) le diagnosi del cancro alla prostata potranno essere più accurate.

Una nuova tecnica, brevettata con l’istituto superiore di sanità e l’Unità di Neuroimmunologia dell’IRCSS Santa Lucia, il Dipartimento di Scienze Urologiche del Policlinico Umberto I e l’Università Sapienza di Roma.

Da tempo, il PSA (Valore Prostatico Specifico) è uno dei pilastri per la diagnosi del cancro prostatico. Negli ultimi anni, ci sono stati molti dubbi sulla reale utilità di questo valore. Così gli esperti hanno effettuato alcuni studi per dimostrare che il valore PSA è importante: dai risultati è emerso che i valori PSA espressi sugli esosomi (vescicole extracellulari circolanti di dimensioni microscopiche) permettono di distinguere il cancro della prostata da tutte le altre condizioni, compresa l’iperplasia prostatica benigna.

Secondo il responsabile UOC Urologia A, Alessandro Sciarra, la diagnosi precoce del carcinoma prostatico riveste un enorme interesse clinico, considerando anche l’incidenza di questa patologia nella popolazione maschile e l’aumento dei casi anche in fascia di età più precoce. Il PSA ha un ruolo primario come possibile marcatore, ma al contrario non rappresenta un indicatore specifico per la neoplasia prostatica, poiché influenzato anche da altre patologie come l’iperplasia e l’infiammazione della ghiandola.