Virus Zika: un’emergenza globale

virus zikaLa febbre di Zika è una malattia virale trasmessa dalle zanzare del genere Aedes aegypti, le stesse che trasmettono i virus Dengue e Chikungunya. Isolato per la prima volta nel 1947 in Uganda, il virus Zika è endemico in alcune zone dell’Africa e dell’Asia, sebbene la malattia sia balzata recentemente agli onori della cronaca in seguito all’epidemia che si sta manifestando in alcuni Paesi del Sud America, in particolare in Brasile e Colombia.

Una volta avvenuto il contagio, dopo un periodo di incubazione che può durare da 3 a 12 giorni, compaiono i primi sintomi: febbricola, dolori articolari e muscolari, eruzioni cutanee puntiformi, congiuntivite. Questi sintomi, comuni a molte altre malattie infettive, possono durare da 2 a 7 giorni e raramente richiedono il ricovero ospedaliero. A causa della sintomatologia sfumata, l’infezione da virus Zika può addirittura passare inosservata. Anche l’identificazione del virus non è facile. La similitudine con altri virus, quali quelli all’origine della dengue e febbre gialla, rende complicata l’identificazione nei test sierologici, ragion per cui si raccomanda di far ricorso all’identificazione genetica attraverso tecniche molecolari quali la PCR, a partire da un campione di sangue.

L’allarme nei confronti di questa patologia infettiva è emerso recentemente in Brasile, in seguito al crescente sospetto del potenziale legame tra il virus e il rischio di microcefalia fetale. Il Paese sudamericano è stato investito da un’epidemia di Zika nella primavera del 2015; successivamente è stato riscontrato un insolito aumento di casi di bambini nati con microcefalia (4000 i casi sospetti dal mese di ottobre 2015 ad oggi, a fronte di meno di 150 casi registrati nello stesso Paese nel 2014), una malformazione caratterizzata da una significativa riduzione del volume cerebrale e della circonferenza cranica. Sebbene le zanzare Aedes aegypti siano ritenute il principale vettore del virus, il patogeno potrebbe trasmettersi anche attraverso specie diverse, come Aedes albopictus e recentemente è stata confermata la possibilità della trasmissione per via sessuale. Negli USA è stato infatti documentato un caso di infezione da Zika contratta da un individuo che aveva avuto attraverso un rapporto sessuale con una persona che si era infettata nel corso di un viaggio in Venezuela. Si tratta in realtà del secondo caso noto di trasmissione del virus Zika per via sessuale, il primo risale al 2008, quando però intorno alla malattia non c’era ancora questo enorme clamore. A trasmettere l’infezione fu allora un ricercatore della Colorado State University, esperto di virosi trasmesse dalle zanzare, che aveva contagiato la moglie, al suo ritorno da un viaggio in Senegal.

Recentemente si sta indagando anche la possibilità del contagio di Zika attraverso le trasfusioni di sangue. La Reuters, rinomata agenzia di stampa britannica, riporta infatti la notizia che la Croce rossa americana ha chiesto ai donatori di sangue che abbiano fatto viaggi in zone dove è in corso un’epidemia di Zika, di evitare di donare il sangue per almeno 28 giorni. I Centers for desease control and prevention (CDC), gli organismi statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, ribadiscono comunque che la trasmissione del virus attraverso le trasfusioni di sangue negli USA resta bassissima. Un’altra rara modalità di trasmissione del virus è quella materno-fetale; la madre infetta può raramente trasmettere il virus al momento del parto, mentre è in fase di verifica la possibile trasmissione del virus dalla madre al figlio durante la gravidanza. Per quel che riguarda l’allattamento, al momento non è stata dimostrata la trasmissione del virus attraverso il latte materno.

L’infezione del virus Zika è stata correlata anche alla comparsa di un altro tipo di disordine neurologico: la sindrome di GuillainBarré, malattia su base autoimmune, che comporta paralisi degli arti, potenzialmente letale e associata a diversi tipi di infezioni, in alcuni casi a interventi chirurgici e i rari casi a vaccinazioni. Non sono ad oggi disponibili né vaccini né farmaci per la prevenzione o il trattamento delle infezioni da Zika. Al momento l’OMS ha dichiarato la diffusione del virus Zika “un’emergenza globale” e ha invitato tutti i Paesi a collaborare in modo da tenere sotto controllo il numero dei contagi, suggerendo che il modo migliore per prevenire le infezioni sia evitare le punture di zanzara, coprendo il più possibile il corpo, utilizzando zanzariere, repellenti e insetticidi, ed evitando le riproduzioni degli insetti, per esempio facendo attenzione alle acque stagnanti in vasi o qualsiasi altro contenitore. L’Italia si è mossa nei giorni scorsi con la determinazione di linee guida che sconsigliano alle donne incinta, o che hanno intenzione di iniziare una gravidanza, di viaggiare nei Paesi più colpiti dalla diffusione del virus, al momento principalmente in Sud America, Caraibi e Centro America.