Differenze di genere nella risposta immunitaria

Differenza di genereVi sono chiare evidenze del fatto che il sesso maschile sia un fattore di rischio di maggiore gravità della malattia e decesso da COVID-19.

Un articolo di Takahashi T et al. recentemente pubblicato su Science esamina i possibili meccanismi fisiologici alla base delle differenze di genere nelle reazioni immunitarie alle infezioni. Il genere maschile è generalmente maggiormente associato a più basse risposte immunitarie e a una maggiore suscettibilità alle infezioni.
Nel caso dell’uomo, in particolare, i pazienti di sesso maschile hanno mostrato di avere cariche virali più alte di virus dell’epatite B e dell’HIV. Viceversa, i soggetti di genere femminile, mostrano una risposta più robusta ai vaccini.

Il dimorfismo sessuale nella risposta immunitaria potrebbe essere legato ai cromosomi sessuali: un numero importante di geni correlati alla risposta immunitaria sono codificati sul cromosoma X. Sebbene una delle due copie di cromosoma X nelle femmine sia inattivata tramite meccanismi epigenetici, alcuni geni legati alla risposta immunitaria, come il Toll-like receptor 7 (TLR7) possono sfuggire a tale inattivazione in alcune cellule, portando ad una maggiore espressione nelle femmine.

Altri fattori biologici importanti sono gli ormoni sessuali, che possono svolgere un’azione protettiva. I recettori degli estrogeni, ad esempio, sono espressi su numerosi tipi di cellule del sistema immunitario e possono modulare la produzione eccessiva di citochine infiammatorie. I dati che indicano un dimorfismo sessuale nelle reazioni immunitarie possono avere implicazioni sia in ambito terapeutico che nella risposta alle attuali vaccinazioni della popolazione contro SARS-CoV-2 o nei casi di reinfezione, e suggeriscono inoltre l’importanza di disaggregare i dati in base al sesso dei pazienti nei trial clinici in corso per SARS-CoV-2.

 

FONTE: https://science.sciencemag.org/content/371/6527/347