Giornata mondiale dell’Alzheimer: la nuova frontiera dei biomarcatori

L’Alzheimer è una patologia generata dalla presenza di placche di beta-amiloide e grovigli neurofibrillari di proteina tau-iperfosforilata che si accumulano nel cervello. Spesso questo accumulo è già evidenti diversi anni prima dalla comparsa dei sintomi clinici.

In occasione della giornata mondiale dell’Alzheimer la Dott.ssa Roberta Ghidoni direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli annuncia: “La ricerca sui biomarcatori nelle malattie neurologiche ha fatto di recente notevoli passi in avanti grazie allo sviluppo di metodiche ultrasensibili in grado di misurare analiti presenti anche a basse concentrazioni nel sangue e che riflettano alterazioni patologiche a livello centrale. In particolare, per quanto concerne le demenze una grande attenzione è oggi rivolta a due proteine che possono essere quantificate nel sangue: la catena leggera del neurofilamento (NfL) e la proteina tau fosforilata. Sono stati recentemente sviluppati, da un gruppo di ricercatori svedesi con cui anche l’IRCCS collabora, saggi ultrasensibili in grado di misurare nel sangue i livelli della proteina tau fosforilata (p-tau-181); applicando tale saggio, in uno studio coordinato dalla Prof.ssa Barbara Borroni dell’Università di Brescia e che ha visto la partecipazione dell’IRCCS Fatebenefratelli e del gruppo svedese, è stata confermata l’utilità del dosaggio nel sangue di p-tau181 nel distinguere l’Alzheimer da altre forme di demenza ed il valore prognostico del marcatore NfL”.

La Dott.ssa Ghidoni continua: “se da un lato ciò è di supporto ad una diagnosi mirata e precoce, dall’altro, quando fosse disponibile una nuova terapia (e.g. vaccino), permetterà di identificare in modo rapido, poco invasivo e poco costoso i soggetti con alterazioni specifiche riconducibili ad Alzheimer. Per ora questi test plasmatici sono applicati in un ambito di ricerca, ma è in atto a livello internazionale un processo di ottimizzazione dei saggi e definizione di cut-off al fine di renderli fruibili in un paio d’anni in ambito clinico“.