Gli antidepressivi funzionano: lo conferma uno studio di Oxford

sea-2915187_1920Uno studio durato ben 6 anni combatte i pregiudizi che ruotano attorno a depressione e terapie farmacologiche.

L’Università di Oxford ha pubblicato un nuovo studio che potrebbe ribaltare la convinzione per cui i disturbi mentali e le sindromi depressive non avrebbero eziologia biologica, risultando così immuni al condizionamento indotto da sostanze chimiche. Un tempo, la depressione era conosciuta come il male oscuro. Ad oggi questo male colpisce circa 350 milioni di persone nel mondo, e può essere curato con successo, combinando un adeguato supporto medico a terapie farmacologiche specifiche.

Secondo il professore di psichiatria epidemiologica ad Oxford, la depressione è la prima causa di disabilità al mondo: dal 2005 al 2015 infatti, i casi di depressione sono aumentati del 20%. Nonostante questi dati, oggi ci sono ancora persone che stigmatizzano il problema o abbandonano coloro che ne soffrono, complicando ancora di più la situazione.

Inoltre, Andrea Cipriani del Centro di Ricerca Biomedica per la Salute di Oxford, la depressione non trattata è un problema grandissimo, oltre che un peso per la società. Lo stesso ricercatore ha diretto lo studio che ha dimostrato come 21 classi di antidepressivi risultavano più efficaci dei placebo nel ridurre i sintomi legati a sindromi depressive.

Il dibattito sugli antidepressivi va avanti da anni, e nella maggior parte dei casi è stato influenzato da questioni ideologiche. Solo nel 1996, la World Psychiatric Association aveva lanciato un progetto di sensibilizzazione rivolto a malati, famiglie, medici e giornalisti. Nonostante dal lancio del progetto (20 anni fa) siano stati fatti molti progressi, la persistenza dei pregiudizi rimane ancora forte.