Ictus celebrale, aprile è il mese della prevenzione

brain-2146817_640Aprile è il mese dedicato alla Prevenzione dell’Ictus Cerebrale. Sono tantissime le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione previste in tutta Italia in questo mese con l’obiettivo di fornire informazione su come riconoscere i primi sintomi, fondamentale per arginare i danni, e su come evitare i principali fattori di rischio.

L’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale – A.L.I.Ce. Italia Onlus, membro della World Stroke Organization (WSO), di cui fanno parte associazioni di pazienti colpiti da Ictus di 85 Paesi e di SAFE, Stroke Alliance for Europe, organizzazione che riunisce 30 Associazioni di pazienti di Paesi europei, è da oltre 20 anni in prima linea nella lotta contro questa grave malattia.

L’ictus celebrale è una patologia grave e disabilitante che, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Le stime non fanno ben sperare: a causa dell’invecchiamento della popolazione entro il 2020 la mortalità rischia di raddoppiare. Ogni anno ne vengono colpiti circa 200mila italiani e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. Ma nell’80% dei casi, l’ictus si può curare e soprattutto si può prevenire.

In che modo? Avendo stili di vita adeguati, praticando sport e seguendo un’alimentazione sana ed equilibrata. Ciò che risulta essenziale per la prevenzione è l’adeguata consapevolezza da parte di qualsiasi persona dei fattori che da soli o, ancor di più, in combinazione tra essi aumentano il rischio di ictus; tra i principali figurano obesità, diabete, fumo e depressione. Tanto lo stress che la depressione sono un forte fattore di rischio per l’ictus, perché favoriscono la disfunzione del ritmo cardiaco, l’infiammazione sistemica e l’aggregazione delle piastrine. Pertanto, è necessario imparare a controllare lo stress con opportuni interventi di tipo psicologico e sociale. Inoltre, fin dai 40 anni, è fondamentale il controllo della pressione arteriosa, così come il riconoscimento delle aritmie cardiache.

Da qui l’importanza del ruolo proattivo dei medici di famiglia, affinché, una volta prescritte le terapie appropriate, ne controllino l’effettiva e adeguata assunzione.

Per chi fosse interessato elenco delle iniziative previste è inserito sul sito dell’associazione A.L.I.Ce