Ipertensione e COVID-19: il dibattito è aperto

Ipertensione e CovidLa pandemia mondiale da COVID-19 ha provocato finora milioni di decessi nel mondo.
L’ipertensione è stata identificata come una delle co-morbilità e uno dei fattori di rischio più comuni per gravità ed esiti avversi nei pazienti colpiti dal SARS-CoV-2.

Recenti studi hanno sollevato la questione se l’ipertensione rappresenti un fattore predittivo dell’esito nei pazienti con COVID-19, indipendentemente da altre co-morbilità come diabete, obesità, altre malattie cardiovascolari e malattie croniche del rene, del fegato e dei polmoni.
Tuttavia, l’impatto dell’ipertensione cronica e di nuova diagnosi nei pazienti con COVID-19 è stato poco studiato. Lo stesso si può dire per la relazione tra livelli di pressione sanguigna ed esiti nei pazienti con COVID-19.

A lungo si è discusso anche di un possibile impatto degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACEI) e dei bloccanti dei recettori di tipo I dell’angiotensina (ARB) su gravità ed esiti nel COVID-19. Pare ora che tale discussione stia giungendo ad una conclusione, in quanto ampi studi e meta-analisi hanno confutato l’idea originaria di una maggiore prevalenza dell’uso di ACEI/ARB nei pazienti con esiti sfavorevoli.
Non di meno, vi sono ancora diverse controversie riguardo la relazione tra ipertensione e COVID-19. Una review a firma di Tadic M et al., appena pubblicata su Frontiers in Cardiovascular Medicine, fa il punto della situazione sulle attuali evidenze riguardo il valore predittivo dell’ipertensione, l’effetto dei livelli pressori e l’effetto della terapia antiipertensiva sulla gravità e gli esiti del COVID-19 nei pazienti.

FONTE: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fcvm.2021.639222/full

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