La sindrome da naso vuoto: come si ricostruiscono i turbinati inferiori?

La sindrome da naso vuoto è una patologia fortemente in crescita a causa delle sempre più frequente chirurgia funzionale ed estetica nasale. I sintomi principali di questa patologia sono la costante sensazione di avere il naso chiuso e non riuscire a respirare.

Le principali cause sono la riduzione dei turbinati inferiori: paradossalmente più si asporta tessuto con le operazioni, più il paziente ha la sensazione che ci sia un’ostruzione da eliminare e il sottoporsi a nuovi interventi chirurgici potrebbe in molti casi aggravare la situazione.

Il Professor Stefano Di Girolamo, responsabile della unità di Otorinolaringoiatria del policlinico Tor Vergata spiega: “A quel punto in alcuni pazienti si potrebbe arrivare a danni irreversibili delle delicate strutture del naso, simili a ciò che avviene in coloro che fanno abuso di cocaina. L’aria non segue più un flusso dinamico ma turbolento e il paziente non percependo più il flusso dell’aria per la distruzione dei recettori mucosali, lamenta un’ostruzione cronica“.

Esistono varie tecniche per ricostruire i turbinati inferiori. Tra le quali quella eseguita dal professor Di Girolamo che prevede di ruotare lateralmente la mucosa dal pavimento del naso dello stesso paziente senza utilizzare materiali estranei o prelevati da altre zone, ad eccezione di un inserto di cartilagine del padiglione auricolare.

Di Girolamo conclude: “La popolazione che finora si è sottoposta all’intervento, fra il 2019 e quest’anno, fa parte della fascia di età fra i 40-50 anni. I risultati sono molto buoni anche in base ai test specifici. La modalità è in day hospital, con un recupero ottimale in pochi giorni e senza rischio di rigetto perché il tessuto è autologo e proviene dalla stessa sede. Per ottimizzare la neo struttura inoltre è possibile intervenire con delle iniezioni di acido ialuronico per aumentarne il volume“.

Foto di yanalya – it.freepik.com