Rilevare il SARS-CoV-2 con uno smartphone: le nuove frontiere della biologia molecolare

Come ormai tutti abbiamo imparato a conoscere, lo standard di riferimento per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è la trascrizione inversa, seguita dalla reazione di polimerizzazione a catena (o RT-PCR), un’analisi molecolare che retrotrascrive a DNA l’RNA virale e poi ne amplifica con una reazione enzimatica regioni specifiche, rendendolo rilevabile tramite strumenti specifici.
Questa tecnica è sicuramente sensibile e attendibile, ma richiede una strumentazione complessa, personale formato ad-hoc e alcune ore di tempo per l’estrazione dell’RNA, la preparazione dei campioni, lo svolgimento della reazione enzimatica e l’analisi dei dati. Pertanto, diversi gruppi di ricerca si sono attivati per mettere a punto nuovi test per la rilevazione di SARS-CoV-2 che siano rapidi, affidabili e facilmente applicabili.
Il gruppo di ricerca di cui fa parte anche Jennifer A. Doudna, vincitrice lo scorso anno del premio Nobel della Chimica assieme a Emmanuelle Charpentier per la tecnologia di editing mirato del DNA nota come CRISPR, ha recentemente pubblicato uno studio su Cell in cui viene illustrato un nuovo metodo per la rilevazione di SARS-CoV-2 che non prevede l’amplificazione dell’RNA virale.
Tale metodo si avvale invece proprio della tecnologia CRISPR-Cas13a, in un test molecolare che prevede poi la lettura del risultato tramite un dispositivo collegabile ad uno smartphone. Il brillante risultato ottenuto da questo gruppo di ricercatori andrà tradotto in un dispositivo mobile accessibile a tutti e sarà un’arma in più per il rilevamento dei contagi e il controllo dei focolai d’infezione da SARS-CoV-2.

FONTE: https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(20)31623-8?utm_source=EA