Tumore del rene: con l’immuno-oncologia i pazienti vivono più a lungo

laboratory-2821207_640Mancano poche settimane alla fine dell’anno e i nuovi casi riscontrati di tumori del rene sono ben 13.600. Al nord Italia i dati sono allarmanti. Segnali positivi arrivano invece dal sud del nostro paese: 43% di casi in meno tra gli uomini, e 40% tra le donne, complice, forse, la dieta mediterranea, che prevede un maggior consumo di frutta e verdura, di grande aiuto contro il rischio di insorgenza della neoplasia.

Oggi esistono però nuove possibilità per combattere questo tipo di tumore. L’immuno-oncologia, consente di controllare la malattia a lungo termine aumentando la possibilità di sopravvivenza. Nello specifico, il nivolumab, prima molecola immuno oncologica, conferma questi risultati positivi. Dopo 3 anni il 39% dei pazienti è vivo rispetto al 30% dei pazienti che ha ricevuto invece la terapia target. Con questo nuovo approccio aumentano quindi, le possibilità di sopravvivere più a lungo e migliora la qualità di vita.

In merito alla questione, si è espresso il prof. Giacomo Cartenì, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale Cardarelli di Napoli: “I dati aggiornati a 36 mesi dello studio CheckMate -025 su 803 pazienti, che ha condotto all’approvazione della molecola ad aprile 2016 in Europa e a febbraio 2017 in Italia, confermano l’efficacia dell’immuno-oncologia”.

Come sempre, però, è la prevenzione a giocare un ruolo chiave.

“Sono diversi i fattori di rischio associati all’insorgenza di questa neoplasia – afferma il professor Camillo Porta dell’oncologia medica della Fondazione policlinico ‘San Matteo’ di Pavia – in particolare il fumo, l’ipertensione arteriosa e l’esposizione occupazionale a cancerogeni chimici. Un ulteriore fattore di rischio importante è attribuito al sovrappeso, a cui va ricondotto il 25 per cento delle diagnosi: un dato preoccupante se consideriamo che il 31,7 per cento degli italiani over 18 è in eccesso di peso e il 10,5 per cento è obeso. Per questo, la lotta contro il tumore del rene parte dalla prevenzione e un ruolo chiave è svolto dalle campagne di sensibilizzazione e informazione”.