Tumore ovarico: il pap test potrà diagnosticarlo con 6 anni d’anticipo

Il carcinoma dell’ovaio è tra le prime cinque cause di morte per tumore per le donne tra i 50 e i 69 anni, questo soprattutto perché nella maggior parte dei casi si arriva alla diagnosi quando è troppo tardi.

Un recente studio italiano condotto dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano, in collaborazione con l’Ospedale San Gerardo di Monza e l’Università di Milano-Bicocca, e pubblicato sulla rivista scientifica Jama Network Open ha dimostrato che nelle prime fasi della trasformazione tumorale, le cellule presentano delle mutazioni a carico della proteina Tp53, questo gene funge da ‘guardiano del genoma’ e una volta mutato continuerà a generare cellule tumorali.

Lo studio ha esaminato i pap test di 17 pazienti eseguiti 6 anni prima e analizzando i campioni è emerso che la clonale della proteina Tp53 era già presente.

Grazie a questa scoperta si sta lavorando sulla realizzazione di un pap test simile a quello utilizzato per la diagnosi dell’Hpv che sfruttando lo stesso principio, ma associandolo a delle tecnologie di sequenziamento del Dna mirate a trovare le prime cellule di Dna tumorale riconducibili al tumore dell’ovaio che permetterà di diagnosticare precocemente un’eventuale neoplasia con 6 anni d’anticipo.